Foto: sito CEI (Conferenza Episcopale Italiana)
L’Assemblea Sinodale delle Chiese in Italia, riunitasi a Roma dal 31 marzo al 3 aprile, prosegue nel cammino intrapreso negli ultimi anni, guidata dall’ascolto della Parola e dallo Spirito. In questo percorso, continua a riconoscere i segni dell’azione di Dio nel contesto del “cambiamento d’epoca”, con l’intento di rilanciare e orientare la conversione missionaria della Chiesa. Allo stesso modo, vive l’esperienza dell’ascolto reciproco, elemento centrale del processo sinodale, analizzando la realtà delle comunità ecclesiali presenti nei diversi territori del Paese. Durante queste giornate assembleari sono emersi spunti di riflessione, testimonianze, difficoltà e risorse che caratterizzano la vita e la dinamicità delle Chiese in Italia, con un atteggiamento di partecipazione e responsabilità.
Nel riconoscere il valore della condivisione, l’Assemblea ha deciso di affidare il testo delle Proposizioni, intitolato “Perché la gioia sia piena”, alla Presidenza del Comitato Nazionale del Cammino sinodale. Quest’ultima, con il supporto del Comitato e dei facilitatori dei gruppi di studio, curerà la redazione finale, integrando emendamenti, priorità e contributi emersi dal confronto. Inoltre, l’Assemblea ha fissato un nuovo appuntamento per la votazione del Documento contenente le Proposizioni: sabato 25 ottobre, in occasione del Giubileo delle équipe sinodali e degli Organismi di partecipazione.
Il messaggio di Papa Francesco
Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato ai partecipanti alla II Assemblea Sinodale delle Chiese in Italia.
Cari fratelli e sorelle!
Bentornati a Roma per la Seconda Assemblea Sinodale delle Chiese in Italia. È l’ultima tappa del percorso, pastorale e sociale, che avete compiuto negli ultimi cinque anni. Tante iniziative, tanti incontri, tante buone pratiche: tutto viene dallo Spirito, che «introduce la Chiesa nella pienezza della verità (cfr Gv 16,13), la unifica nella comunione e nel ministero, la provvede e dirige con diversi doni gerarchici e carismatici, la abbellisce dei suoi frutti» (Lumen gentium, 4).
Riprendo il titolo delle Proposizioni: «Perché la gioia sia piena». La gioia cristiana non è mai esclusiva, ma sempre inclusiva, è per tutti. Si compie nelle pieghe della quotidianità (cfr Evangelii gaudium, 5) e nella condivisione: è una gioia dai larghi orizzonti, che accompagna uno stile accogliente. È dono di Dio – ricordiamolo sempre –; non è una facile allegria, non nasce da comode soluzioni ai problemi, non evita la croce, ma sgorga dalla certezza che il Signore non ci lascia mai soli. Ne ho fatto esperienza anch’io nel ricovero in ospedale, e ora in questo tempo di convalescenza. La gioia cristiana è affidamento a Dio in ogni situazione della vita.
In queste giornate avrete modo di approfondire e votare le Proposizioni, frutto di quanto emerso finora e snodo per il futuro delle Chiese in Italia. Lasciatevi guidare dall’armonia creativa che è generata dallo Spirito Santo. La Chiesa non è fatta di maggioranze o minoranze, ma del santo popolo fedele di Dio che cammina nella storia illuminato dalla Parola e dallo Spirito. Andate avanti con gioia e sapienza! Vi benedico. Per favore, continuate a pregare per me. Grazie e buon lavoro!
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