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Sicilia: Il vescovo Marciante agli Stati Generali dell’Ospitalità di Lusso di Taormina: “La vera ricchezza è la bellezza della nostra terra”

Sicilia: Il vescovo Marciante agli Stati Generali dell’Ospitalità di Lusso di Taormina: “La vera ricchezza è la bellezza della nostra terra”

Si è tenuto questa mattina a Palazzo Corvaja di Taormina il prestigioso appuntamento con gli Stati Generali dell’Ospitalità di Lusso di Sicilia & MEET Forum – Il Turismo Sostenibile, che ha visto la partecipazione, in videoconferenza, anche del nostro vescovo S.E.R. monsignor Giuseppe Marciante, vescovo di Cefalù e delgato della CESI (Conferenza Episcopale Siciliana) per i Problemi sociali, del lavoro, giustizia e pace.

L’evento, promosso dal Distretto dell’Ospitalità di Lusso di Sicilia insieme a Destination Italia Group, con il patrocinio di ministeri, enti regionali e locali, ha rappresentato un momento di confronto tra operatori del lusso, stakeholder istituzionali e rappresentanti del sistema turistico ed economico nazionale e regionale. L’obiettivo: delineare una nuova visione di turismo sostenibile, esperienziale e ad alto valore aggiunto, capace di unire pubblico e privato, investitori e territori, tradizione e innovazione.

Durante il suo intervento, monsignor Marciante ha offerto una riflessione profonda sul significato stesso della parola “lusso”, sottolineando che non è questo il senso che avete dato alla parola lusso, ma l’avete distinta come turismo di qualità e sostenibile allo stesso tempo”. Il vescovo ha infatti ribadito la necessità di: “abbandonare l’idea del lusso come eccesso, per abbracciare invece un’idea di turismo centrato sulla qualità dell’esperienza e sulla cura del territorio”.

Parlare di turismo di qualità significa non solo accoglienza, cibo, igiene, ma soprattutto una proposta culturale di alto livello”, ha affermato, evidenziando come la vera ricchezza della Sicilia risieda nelle sue risorse artistiche, spirituali e naturali. “Abbiamo un lusso in Sicilia che si chiama bellezza”, ha aggiunto, citando il patrimonio naturale dell’Etna e delle Madonie, ma anche i gioielli dell’arte sacra come la cattedrale di Cefalù.

Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il tema del turismo relazionale: Un turismo di qualità è un turismo che offre l’opportunità di relazioni con le comunità”, ha raccontato, ricordando l’interesse mostrato da un tour operator tedesco per i siti della Diocesi, con l’intento di offrire ai viaggiatori esperienze autentiche e profonde. “I tedeschi sono affamati di relazioni, cercano luoghi dove coltivare legami umani”, ha sottolineato.

Infine, monsignor Marciante ha richiamato l’attenzione su una delle sfide più urgenti per il futuro del turismo in Sicilia: quella dell’overtourism, che rischia di compromettere l’identità dei territori. “Se la gente del posto lascia i centri storici per trasformare le case in B&B e andare a vivere altrove, quei luoghi perdono la loro identità. E se un luogo perde la sua identità, non è più un luogo attraente”, ha avvertito.

L’intervento del vescovo ha così arricchito il dibattito dell’evento, portando una visione etica e culturale del turismo che ben si sposa con gli obiettivi del Forum: costruire un modello di ospitalità sostenibile, inclusivo e rigenerativo, capace di valorizzare il territorio siciliano senza snaturarlo.

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