Si chiama “Speranza del grano di senape” il libro pubblicato nel 1974 dalla Queriniana e scritto dal teologo Joseph Ratzinger, il sacerdote che sarebbe divenuto Papa con il nome di Benedetto XVI. La Chiesa ,spiega il libro, è e rimane un granello di senape: vive nella storia non per merito della propria forza organizzativa, non in virtù dell’apparato istituzionale, ma grazie alla potenza inafferrabile dello Spirito.
Proprio all’interno del testo, tra le meditazioni, se ne trova una dedicata al Carnevale. Ratzinger spiega che proprio il Carnevale ha origini pagane, legate a culti della fertilità e all’evocazione degli spiriti, pratiche contro cui la Chiesa si oppose attraverso l’esorcismo. Tuttavia, una volta “purificato” da queste influenze, il Carnevale assunse un nuovo significato: divenne un momento di gioia e autoironia prima della Quaresima, in cui si alternano festa e riflessione.
In questa prospettiva cristiana, il Carnevale ricorda che nella vita esistono tempi di allegria e tempi di penitenza: “La chiesa – si legge – dovette insorgere contro questa idea e parlare di esorcismo che scaccia i demoni i quali rendono gli uomini violenti e infelici. Ma dopo l’esorcismo emerse qualcosa di nuovo, completamente inaspettato, una serenità demonizzata: il carnevale fu messo in relazione con il mercoledì delle ceneri, come tempo di allegria prima del tempo della penitenza, come tempo di una serena autoironia che dice allegramente la verità che può essere molto strettamente congiunta con quella del predicatore della penitenza. In tal modo il carnevale, una volta sdemonizzato, nella linea del predicatore veterotestamentario può insegnarci: “C’è un tempo per piangere e un tempo per ridere”.
Per il cristiano dunque, non è sempre tempo di penitenza; esiste anche un tempo per la gioia. L’opera della fede ha dissolto le antiche paure, trasformando il Carnevale in un momento di riso autentico e liberatorio. Tuttavia, oggi questa festa spesso si allontana dal suo spirito originario, diventando un’occasione di sfruttamento e consumo dominata dal denaro e dai suoi interessi. Per questo i cristiani non sono contro il Carnevale, ma a favore di un’autentica gioia. Combattere il male e condividere la felicità con gli altri sono due aspetti inseparabili della fede, che non è contraddittoria ma pienamente umana.
Buon Carnevale!
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