Nel Mediterraneo si torna a morire, ancora un naufragio nel Canale di Sicilia

Nel Mediterraneo si torna a morire, ancora un naufragio nel Canale di Sicilia

Foto: Enrica Tancioni – Unsplash

Le operazioni di ricerca di una quarantina di dispersi, a seguito dell’ultimo naufragio avvenuto nel Canale di Sicilia, al largo delle coste tunisine, sono riprese questa mattina.

Ieri pomeriggio, le motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza hanno trasportato a Lampedusa dieci superstiti e sei corpi senza vita, recuperati nelle vicinanze dell’isolotto di Lampione. I naufraghi viaggiavano su un gommone in procinto di affondare. I sopravvissuti hanno raccontato di essere partiti da Sfax, in Tunisia, nella notte di domenica, insieme ad altre 56 persone. Dopo meno di un giorno di navigazione in acque internazionali, diversi migranti sarebbero finiti in mare, probabilmente a causa del mare mosso.

Il gommone ha continuato la sua rotta fino a quando, ormai quasi sommerso, è stato individuato ieri pomeriggio nei pressi di Lampione. Oggi i dieci sopravvissuti – sei uomini e quattro donne – saranno ascoltati dalla polizia per chiarire le dinamiche dell’accaduto e verificare i loro racconti. Inizialmente, due dei superstiti erano stati condotti al Poliambulatorio per accertamenti medici, ma dopo essere stati giudicati in buone condizioni di salute sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola.

Nel corso della giornata di ieri, a Lampedusa si sono registrati cinque sbarchi, per un totale di 213 migranti. Attualmente, il centro di accoglienza dell’isola ospita 230 persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *