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26 dicembre 2024 Santo Stefano, primo martire primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Gesù Cristo e per la diffusione del Vangelo

26 dicembre 2024 Santo Stefano, primo martire primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Gesù Cristo e per la diffusione del Vangelo

Santo Stefano, primo martire della Chiesa cristiana, è una figura di grande importanza nella tradizione cristiana. La sua storia è raccontata principalmente nel Nuovo Testamento, nel Libro degli Atti degli Apostoli (Atti 6-7). Stefano è considerato il primo di tutti i martiri cristiani, ovvero la prima persona che ha dato la propria vita per la fede in Gesù Cristo.

La sua vita

Stefano era un diacono, una figura di servizio e aiuto all’interno della primitiva comunità cristiana. Il suo nome significa “corona” o “grazia” in greco. Era uno degli sette diaconi scelti dagli apostoli per assistere nella distribuzione quotidiana degli alimenti e nell’assistenza ai poveri, in particolare alle vedove di origine greca, in modo da permettere agli apostoli di concentrarsi sulla predicazione e sulla preghiera (Atti 6:1-6).

Le sue azioni

Stefano era un uomo di grande fede e di grande carisma. Secondo gli Atti, era “pieno di fede e di Spirito Santo”, e compiva segni e miracoli tra la gente. Le sue prediche attiravano molta attenzione, ma suscitavano anche opposizione, soprattutto da parte di alcuni membri della sinagoga dei Libertini, che non riuscivano a contrastare la sua sapienza e la potenza dei suoi argomenti (Atti 6:9-10).

Il martirio

L’opposizione a Stefano si intensificò, e un gruppo di uomini calunniò il diacono, accusandolo di bestemmiare contro Mosè e contro Dio. Queste accuse portarono Stefano davanti al Sinedrio, il tribunale ebraico, dove venne accusato di aver detto che Gesù di Nazareth avrebbe distrutto il Tempio e cambiato le tradizioni di Mosè (Atti 6:11-14).

In risposta alle accuse, Stefano pronunciò un lungo discorso davanti al Sinedrio, in cui ripercorse la storia di Israele, mettendo in luce come il popolo di Dio avesse spesso rifiutato i profeti inviati da Dio. Stefano concluse il suo discorso accusando i membri del Sinedrio di essere “resistenti allo Spirito Santo” e di aver tradito e ucciso il Giusto, cioè Gesù (Atti 7:51-53).

Queste parole furono la causa della sua condanna a morte. Infuriati dalla sua accusa, i membri del Sinedrio lo portarono fuori dalla città e lo lapidarono, rendendolo il primo martire cristiano. Durante il suo martirio, Stefano pregò, chiedendo perdono per i suoi persecutori, proprio come aveva fatto Gesù sulla croce. Le sue ultime parole furono: “Signore, non imputare loro questo peccato” (Atti 7:60).

La sua morte

Stefano morì sotto le pietre dei suoi carnefici, ma il suo esempio di fede e perdono ispirò molti altri cristiani. Durante la lapidazione, Stefano vide una visione di Gesù che stava “alla destra di Dio”, una manifestazione della gloria divina che rafforzò la sua testimonianza.

Uno dei testimoni della sua morte fu Saulo di Tarso, che più tardi sarebbe diventato l’apostolo Paolo. Sebbene Saulo fosse presente come uno degli approvatori della lapidazione, la morte di Stefano lo colpì profondamente, e si ritiene che sia stata una delle esperienze che contribuirono alla sua futura conversione al cristianesimo.

La sua commemorazione

Santo Stefano è celebrato il 26 dicembre nella Chiesa cattolica, ortodossa e in molte tradizioni cristiane. Il suo martirio è un simbolo di coraggio, fede e perdono, ed è visto come un esempio di impegno verso la verità anche di fronte alla morte.

Santo Stefano è anche il patrono dei diaconi, dei copisti e degli stucchi, e in alcune culture è venerato come protettore contro i fuochi. La sua figura continua a ispirare i cristiani di tutto il mondo, ricordando loro l’importanza di vivere la fede con integrità e senza paura delle difficoltà.

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